CONDOMINI

Il seminario, “Scritture in transito tra letteratura e cinema”, guidato da SILVIA ACOCELLA (Letteratura italiana contemporanea) con il supporto di LUDOVICO BRANCACCIO
(montatore), esplorerà le potenzialità che la struttura del condominio offre a vite isolate e a stanze non comunicanti. Percepite tutte insieme, a partire da La finestra sul cortile
di Hitchcock e dallo sguardo fotogrammatico di Jeff, le trame di singoli racconti-stanze si annoderanno tra di loro, dentro una cornice, fatta di frammenti domestici isolati e accatastati, che è l’unica ancora possibile per le narrazioni del Novecento. Ma se l’annodarsi produrrà un «garbuglio», persino la forma del giallo resterà senza soluzioni, come dinanzi al «quasi sonno» degli occhi del commissario Ingravallo. Al «Palazzo degli ori» del Pasticciaccio di Gadda saranno accostati, per ‘accoppiamenti giudiziosi’, i Sette piani
di Buzzati, il Condominio di Ballard e il palazzo de La vita, istruzioni per l’uso di Perec. Passando di piano in piano, vedremo finalmente incontrarsi Ted e Tracy di How I met
your mother, per quell’ “effetto farfalla” della fisica che si fa libellula in un dialogo di Gadda. Ed è, ancora, per un paradosso della meccanica quantistica, il fenomeno
dell’entanglement, che sui pianerottoli di un Condominio dei cuori infranti, gli incontri di un istante si intrecceranno in destini, mentre solitudini invalicabili, trovandosi temporaneamente nella stessa stanza, scopriranno una dimensione domestica che incanta e appaga quanto l’infinito della volta celeste.

Giovedì 8 marzo 2018- AULA PIOVANI

LA METAMORFOSI

Il seminario, “SCRITTURE IN TRANSITO TRA LETTERATURA E CINEMA”, guidato da SILVIA ACOCELLA (Letteratura italiana contemporanea) con il supporto di LUDOVICO BRANCACCIO (montatore) dopo aver presentato le 12 Stanze che
scandiranno il percorso e i collaboratori responsabili dei laboratori (FRANCESCO AMORUSO, GIANLUCA DELLA CORTE,
ANDREA PANICO), partirà dall’archetipo di tutte le stanze del modernismo: quella de La metamorfosi di Kafka.
Intorno a Gregor Samsa, anche la sua stanza subirà una metamorfosi, custodendo e rendendo incancellabile
l’ingombro allegorico, osceno, struggente del suo corpo.
La visione in soggettiva di Gregor ci guiderà tra le quattro pareti di Film di Schneider, nell’unica sceneggiatura
di Beckett, all’inseguimento da parte di Eye del volto di Buster Keaton, fino a superare “l’angolo di immunità”.
Nello spazio claustrofobico di Room si è svolta anche l’infanzia di Jack, un bambino nato già imprigionato, imbozzolato in un finito che crede infinito. Quando, reciso ogni filo e compiuta la sua metamorfosi, potrà vivere
all’esterno, vorrà ritornare un’ultima volta a vedere “Stanza”. Voltandosi verso ciò che ha abbandonato, Jack ci
insegnerà come uscire dalla nostra prima stanza: ritornando al suo interno, saluterà nominando e toccando le
cose rimaste, decretandone e accarezzandone ancora una volta l’esistenza.

Venerdì 2 marzo 2018

AULA PIOVANI

ore 13-15