la posta del Seminario

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Negli anni, il seminario è diventato un punto di contatto tra studenti e docenti e, a distanza di anni, anche dopo aver conseguito la laurea, ancora sono tanti ad iscriversi e a scriverci email per condividere il loro ricordo.
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2 messaggi.
Sara Sara da Catania pubblicato il 8 Maggio 2021 alle 13:47
Alla professoressa. E a tutti i ragazzi del seminario ❤ Cara prof, ho deciso di scriverle in seguito ad uno dei suoi tanti discorsi al seminario quando, lo ricordo vividamente, ci rassicurò sul fatto avremmo potuto cercarla, parlarle, raccontarci (e quest'ultimo fu il dettaglio che più mi stupì) in qualsiasi momento. In tutta sincerità, sono mesi che indugio su questa lettera, (fingerò che sia tale, anche se si tratta di una e-mail, perchè riesco a sentirmi bene solo quando affido le mie parole alla carta) con la paura costante di non saperne, ma anche di non essere, abbastanza per potermi rivolgere a lei. Ciò che mi ha convinta è stato conoscerla. Conoscere una persona così attenta ai sentimenti degli altri...così gentile e ben disposta ad accogliere chiunque nella sua "famiglia nuvolare". È stato vedere, di volta in volta, tutta la bellezza che siete riusciti a creare, da così poco, e scoprire, dalla mia timida postazione "dietro le quinte", che anch'io desideravo farne parte. "Questo seminario è un'opera d'arte" così, testuali parole, mi avevano detto e non lo avrei mai creduto possibile, se non avessi visto con i miei occhi. Se non mi fossi lasciata convincere ad abbassare le difese e a stare semplicemente lì, ad ascoltare la storia che altre persone, con coraggio, volevano raccontare. L'ho vista adoperarsi in ogni modo prof! Proteggerci, un'anno fa, quando eravamo confusi e spaesati dalla realtà "sottovuoto", come l'ha definita lei, che si prospettava ai nostri occhi e che ci impediva di respirare. Amarci, per tutto la durata delle puntate e anche oltre, incoraggiarci a considerare quello spazio come una dimensione in cui poter essere noi stessi. L'ho vista mostrarci come diventa più facile aprirsi, con il semplice gesto di attivare le videocamere ("attivare le vite", un'altra delle frasi che mi è rimasta impressa e che mi impegno a ri-cordare). L'ho vista, per prima, capire che fare lezione in DAD è come gridare in una stanza vuota, dietro gli schermi, infatti, ogni traccia di vita scompare. E poi ho visto i suoi ragazzi... sono rimasta incantata dal modo in cui si sostengono a vicenda, dalla totale assenza di paura nel mostrarsi per quello che sono, nel condividere pezzi della loro esistenza. Per perdersi e poi ritrovarsi, grazie alla sua guida costante. Perché sanno che comunque andranno le cose, verranno accolti. Ho visto tutto questo e me ne sono innamorata. Non finirò mai di ringraziarla per tutto quello che, direttamente o indirettamente, ha fatto per me. Sono grata più di quanto riesca ad esprimere con queste mie parole. Con affetto.
Carolina Carolina da Turco pubblicato il 1 Maggio 2021 alle 16:12
Nella “puntata” del 30 aprile di questo spettacolare “Seminario” è stato bellissimo poterci vedere finalmente tutti insieme in carne ed ossa, dopo esser stati tanto tempo dietro a degli schermi. Ringrazio infinitamente la professoressa Acocella e in second’ordine, ma non di meno importanza, tutti i “nuvolari”, per queste possibilità che ci date nel tornare in presenza e raccoglierci come facevamo una volta❤️