
Il seminario Scritture in transito, aperto a tutti e guidato da Silvia Acocella, con i coordinatori
dei Laboratori permanenti, congiungerà i vortici cosmici al bisogno umano di scavare nicchie.
Partendo dalla «stupefacente» facoltà degli uomini, «anche in circostanze apparentemente
disperate» di scavarsi una nicchia (Primo Levi). Gabriele De Nardo risalirà al Copernico di
Leopardi e al Frammento XXXVII Odi, Melisso, dove la caduta della luna lascia una conca
nera nel cielo. Con le immagini giunte da Artemis, lo stesso occhio umano diventa nicchia
celeste di visioni eccezionali, tornando a quel guscio di noce dove Amleto avrebbe potuto
sentirsi «re dello spazio infinito» e Hawking avrebbe poi racchiuso il racconto dell’universo.
Attraverso la Pathosformel del rannicchiarsi (germe per Bachelard di ogni casa e «dell’abitare
con intensità») accosteremo il corpo raggomitolato in una radice di Agnes di Hamnet alle
parentesi degli ultimi versi di Gridasti: soffoco! che Ungaretti rende «chiuso cerchio» al di
qua della morte. Percorrendo gli interni domestici, intesi da Benjamin come astucci nei quali
l’uomo vive incastonato, giungeremo alla gerarchia di silenzi e di vuoti della casa di Fratelli
di Samonà, dove l’essere in due si fa «specchio concavo e cavità dissonante». Dopo che Anna
D’Alisa e Stefano Di Nardo avranno raccontato come la lettura ravvicinata di questo
romanzo, durante un corso universitario, sia diventata il quinto angolo di una stanza comune,
torneremo sul gesto dell’ultima pagina, quello scavare interminabile di un fratello mentre
ubbidisce alla più disorientante delle richieste d’amore: «cercami di nuovo, anche se mi hai
trovato».
Aula Piovani
giovedì 16 aprile
(15,30-17,30)
Chi desidera partecipare ai prossimi incontri di Scritture in transito (aperti a tutti) con
racconti, poesie, canzoni, monologhi teatrali, disegni, fotografie, video, può scrivere a
scrittureintransito@gmail.com
Foto di Anna D’Alisa
Regia di Michela Perrella e Serena Bruno
Montaggio di Serena Bruno