GIORNATA PRESENTAZIONE LAVORI DEI LABORATORI

Laboratori 2019
Il lavoro svolto dai coordinatori dei laboratori con gli iscritti si è concluso lo scorso luglio con la lettura e visione delle opere dei ragazzi.

Un incontro che ha mostrato quanto materiale umano ed artistico va “nascondendosi” tra il chiostro di Porta di Massa e il Dipartimento.
Una risorsa cui si è cercato di dare ascolto, oltre che una casa.

A breve si ufficializzerà l’apertura delle nuove iscrizioni.

Riapertura Laboratori “Scritture in transito”

Aperte le iscrizioni per i due laboratori, uno di scrittura e l’altro  di audiovisivi e multimediali, operanti all’interno del seminario “Scritture in transito tra letteratura e cinema”, guidato da Silvia Acocella. I laboratori di scrittura, “Tra le pagine e la melodia“, coordinato da Francesco Amoruso, e multimediali, “Audiovisivi e Multimediali”, coordinato da Gianluca Della Corte, offrono un canale di attività aperto per tutto il corso dell’anno e a tutti gli studenti del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Un supporto alla creatività dei partecipanti, attraverso stimoli e indicazioni tecniche mirati alla realizzazione di testi scritti e musicali, di materiale fotografico e audiovisivo, destinati a diventare parte integrante del percorso seminariale condotto da Silvia Acocella, docente federiciana di Letteratura italiana contemporanea, e Ludovico Brancaccio, montatore. 

Le domande di iscrizione e i lavori vanno inviati all’indirizzo e-mail del curatore e della professoressa Acocella.   


Francesco Amoruso, ilgallocanterino@gmail.com;
Gianluca Della Corte, dellacortegian@libero.it
Silvia Acocella, silvia.acocella@unina.it

Sintesi audiovisivo della puntata sul Nero

SINTESI ILLUSTRATA PUNTATA 2 MAGGIO – INDACO E VIOLETTO

Daniela Ciaramella (l’autrice): «Dal campo fiorito de «Il colore viola» di Spielberg, dove le due sorelle si riabbracciano incrociando le mani, emergono i tetti di Parigi che ospitano le esibizioni di Satine e Christian del Moulin Rouge, a destra, bilanciate dalle figure di Sebastian e Mia di La la land che si stringono sul margine sinistro di questa pagina purpurea domata dall’intreccio a chiasmo di queste figure. Chiasmico, è ancora il contrapporsi delle uniche note di altri colori: il rosso, colore confinante del viola, che vediamo nel cappello in primo piano e nel vestito di Satine con l’ombrello di Christian e il giallo, colore complementare del viola, che qui troviamo dall’ocra della camicia in primo piano e nel giallo più intenso del vestito di Mia. Al centro di questi intrecci si protende la figura di Neytiri, di Avatar, nella cui porzione di foglio si compie l’intreccio supremo dei colori e delle sostanze: la natura pluviale di Pandora e del campo fiorito si mescola all’indaco dei tetti laterali, incorniciati inferiormente da un susseguirsi di grappoli di glicine, simbolo degli amori non corrisposti, che taglia l’immagine orizzontalmente, separando la coppia ritrovata dalle coppie che non si sono ancora divise. Da qui in su, l’atmosfera si tinge di un violetto spettrale, secondo Newton ultima traccia cromatica prima del buio, fornendo alle varie figure uno sfondo ancora luminoso, come luminose sono le foglie fosforescenti dell’Albero delle Voci di Avatar».

Nero

Nero 

Il Seminario, “Scritture in Transito tra Letteratura e Cinema”, guidato da Silvia Acocella (Letteratura italiana contemporanea) con il supporto di Ludovico Brancaccio (montatore), di Francesco Amoruso (Laboratorio di Scrittura. Tra le pagine e la melodia), Gianluca Della Corte (Laboratorio di Audiovisivi e multimediali) e Marianna Lucia Di Lucia (responsabile delle rubriche cinematografiche sui social), tornerà dentro l’occhio dell’uomo, unico punto dove l’universo buio e spento si accende di colori. Dopo aver percorso tutte le gamme cromatiche dell’iride, entreremo nella pupilla, buco nero del creato. Partendo dalla recente immagine di un buco nero, straordinariamente simile all’alone delle lucciole pirandelliane, attraverseremo il nero nell’arte, con Discesa al limbo e Dark Brother di Kapoor, nella letteratura, dalla pagina nera di Sterne alla tendenza all’oscuro del racconto seriale, infine sullo schermo (dove il nero è immerso nel nero e si mischia al bianco). Una seconda pelle nera coprirà il corpo di Edward mani di forbici, creatura dark e vulnerabile, esposta alle ferite di una realtà tanto falsa quanto colorata. Nella “danza di ghiaccio”, le sue lame diventeranno la carezza bianca e luminosa di un amore impossibile, toccato e perduto nello stesso istante. Bistrati di nero sono gli occhi delle dive degli anni Venti, corposi sullo schermo come la tintura dei capelli di Aschenbach, in Morte a Venezia, che nell’ultimo istante di vita colerà come una lacrima degenerata, illuminando «un paesaggio in sfacelo» (Said). Un nero interno dilagherà come pece dello spirito, cancellando la stirpe maschile, in Anime nere, e un nero esterno sporcherà e coprirà come una pellicola il mondo mineralizzato de Il petroliere, sterile e senza donne. Infine, un volo immaginario di Panni sporchi occultati nelle prigioni domestiche si farà condensa metafisica nella scrittura di Stefania Surace, sintonizzata musicalmente con l’oscuro della vita.

L’autrice interverrà al seminario proseguendo alle 15,30  la presentazione di Panni sporchi alla Libreria Dante&Descartes di piazza del Gesù Nuovo 

Giovedì  23 maggio

aula Piovani (ore 13-15) 

IL SEMINARIO CORRISPONDE A 4 CFU ed è APERTO A TUTTI

Racconto audiovisivo della puntata del 17 Maggio “RosAzzurro”

Diversa è la mutazione chirurgica operata nel film di Almodovar, La pelle che abito, dove la pelle-pellicola diventerà gabbia impenetrabile.

“Non è il momento” di Enzo Colursi, in arte Luk, (il video è di da Alessandro Freschi, Frè,  con protagonista Clotilde Citino) è un brano di potenza cosmica, sembra il residuo di un’esplosione universale. Un brandello di anima, ancora rosa di carne, al quale si resta attaccati come al movimento della rotazione terrestre. 

Affiora un microcosmo di abissi interiori e malcelati dolori per l’urto con un macrocosmo di menzogne convenzionali. 

Le parole nel testo/(tessuto di contusioni e ferite) sono in un equilibrio precario, come i corpi nella deposizione del Pontormo (che studiava i cadaveri e la loro pelle).  

Ma la dichiarazione d’odio, nel suo crescendo, acquista le vibrazioni sonore di un amore disperato, diffuso come i capillari del sangue e incontrollabile come un’irritazione cutanea.  

Questa canzone riesce a toccare punti nervosi che non sapevo soggetti alla commozione.

Rosazzurro – Giovedì 16 Maggio

Il Seminario, “Scritture in Transito tra Letteratura e Cinema”, guidato da Silvia Acocella (Letteratura italiana contemporanea) con il supporto di Ludovico Brancaccio (montatore) e di Francesco Amoruso (Laboratorio di Scrittura. Tra le pagine e la melodia), Gianluca Della Corte (Laboratorio di Audiovisivi e multimediali) e Marianna Lucia Di Lucia (responsabile delle rubriche cinematografiche sui social), resterà sulla superficie della pelle, che Bodei considera il limite estremo dell’esistenza umana. Su questo tessuto poroso, la polarità tra rosa e azzurro, e tra maschile e femminile, si rivelerà scivolosa. Gli azzurro-vestiti, raffigurazione di un eroismo terrestre intessuto di cielo, apriranno il varco verso un mondo dominato dalle contaminazioni. Nei corpi che si librano e si liberano nella danza, la grazia leggera tenacemente coltivata di Billy Elliot incrocerà la natura pesante e sgraziata di Tonya, una combattente invincibile, se in equilibrio sui pattini. Il corpo danzante tra due sessi di Girl farà, tra lividi e tagli, da trait-d’union a Les Garçon Sauvages che, in un’isola-ostrica e in un misto di rosa e azzurro, passeranno dentro una viscosa sessualità fluida, diversa dalla mutazione chirurgica operata nel film di Almodovar, La piel que habito, dove la pelle-pellicola diventerà gabbia impenetrabile. Il mostruoso e l’orrendo saranno sublimati nella Pelle di Casanova, dove il margine cutaneo deformante renderà visibile e tangibile la solitudine degli emarginati. Il sacrificio del corpo scorticato dalla cultura dell’immagine, nel progetto Corpus Dominae (presentato da Carmen Ammendola, Carmen Lega, Annachiara Monaco, Cinzia Cigliano e Valeria Iannaccone) prenderà la forma di un rito funebre, preludio di confessioni a voce che solo nella pelle esposta troveranno il loro riparo. Con il primo piano di un volto femminile su sfondo rosa il percorso si chiuderà con Non è il momento del cantautore Luk, (Enzo Colursi) e il video del regista Alessandro Freschi (Frè), un brano musicale e visivo che si fa brandello di anima, ancora rosa di carne, ma dissanguato d’amore.

giovedì  16 maggio

aula piovani (ore 13-15) 

IL SEMINARIO CORRISPONDE A 4 CFU ed è APERTO A TUTTI