IL GIUSTO

Il seminario “SCRITTURE IN TRANSITO TRA LETTERATURA E CINEMA”, guidato da SILVIA ACOCELLA (Letteratura italiana contemporanea) con LUDOVICO BRANCACCIO (montatore) e con il sup- porto di FLAVIA SALERNI e ROBERTO P. ORMANNI, sarà dedicato alla visione del film OLTRE IL GIARDINO e alla figura di Chance Giardiniere, una delle più alte incarnazioni della traccia umana sullo schermo. Quando, nella cella più intima del regno creaturale, “anima, occhio e mano” si congiungono in un unico nesso, “il narratore”, come Benjamin scrive, diventa “la figura in cui il giusto incontra sé stesso”.

LE COSE BELLE

Giovedì 16 Marzo Aula Piovani (ore 13-15)
Il seminario “SCRITTURE IN
TRANSITO TRA LETTERATURA E CINEMA”, guidato da SILVIA ACOCELLA
(Letteratura italiana contemporanea) con LUDOVICO BRANCACCIO (montatore)
e con il supporto di FLAVIA SALERNI e ROBERTO P. ORMANNI,  attraverserà
l’arco temporale di 15 anni che ha scandito la realizzazione de Le cose
belle
di Ferrente e Piperno, un’opera aperta che segue le vite di
quattro persone a partire dal racconto che ha illuminato, nel breve giro di un documentario (Intervista a mia madre), le loro vite sullo schermo.
I registi restano vincolati e come responsabilizzati da queste
esistenze raccolte al pianoterra della vita: tornano sulle loro tracce,
diventando autori in cerca dei loro personaggi. Intorno a quel contenuto
di verità (Benjamin) che, dai Comizi d’amore di Pasolini, è la nota
dominante della voce dei bambini, il tempo ha mandato in frantumi sogni e
destini. Restano i corpi cresciuti nel disincanto, gli occhi meno
accesi, le cicatrici e la pelle segnata dal tempo.
Ma resta anche
la bellezza salvata del-la loro storia, una dignità rimasta intatta in
un mondo franante. Enzo, Adele, Silvana, Fabio danno forma a una nuova,
sperimentale categoria: quella di personaggi-persone che continuano a
muoversi e a cambiare nel flusso del tempo, a telecamere spente, ma che
restano condizionati dalla luce di bellezza in cui una volta si sono
specchiati.
È questa luce la traccia umana che li rende riconoscibili.
Sono loro quattro, cresciuti controcorrente, Le cose belle al centro del film.